Nel libro “Buona giornata! Trent’anni del Gruppo Pinocchio” sono stati scelti e pubblicati alcuni estratti dai diari tenuti nel corso degli anni dagli ospiti della CTP, la comunità terapeutica per le dipendenze. Ecco una piccola selezione di pensieri che abbracciano il tema del lavoro in comunità, come viene accolto e vissuto dalle persone cui viene chiesto di seguire determinate mansioni e responsabilità. A volte con atteggiamento di curiosità, sfida e soddisfazione; a volte con diffidenza, fatica o difficoltà.

5 settembre 2011

«Oggi io e Bart abbiamo raccolto le prime mele gialle e a cena abbiamo avuto l’opportunità di mangiarne tutti, e devo dire che il sapore di un frutto raccolto, curato anche da te assume tutto un altro sapore» (Federico)

13 ottobre 2010

«Oggi sono chiamato a lavorare nel meleto e, visto le precedenti esperienze nell’orto e in vendemmia, mi avvio a questo compito con pregiudizio: con mia grande sorpresa invece a fine giornata mi trovo soddisfatto e contento di quello che ho fatto e mi accorgo di quante volte questo atteggiamento mi abbia fatto vivere male e che forse anche per altri è così» (Fabrizio)

11 aprile 2011

«Oggi sono cambiate alcune responsabilità e, come in questi casi accade, se ne è parlato molto. Michele l’ho visto sorpreso e desideroso d’apprendere al meglio il magazzino. Come stamattina diceva Walter, ricordo a tutti che le responsabilità fanno parte di un servizio che noi svolgiamo in comunità, servizio che va svolto con il massimo impegno e usando la testa, e se non si capisce o non si comprende qualcosa bisogna innanzitutto rivolgersi agli educatori, disposti ad aiutarci per crescere. Anche rispetto a ciò, visto che la maggior parte di noi ha sempre avuto problemi per via di non essere affatto responsabili quindi questa è anche una prova per sentirsi tali e quindi invito tutti ad essere seri rispetto a ciò» (Giovanni)

8 novembre 2010

«Anche oggi mi ritrovo a parlarvi della mia esperienza sul lavoro: so che la cosa può essere noiosa ma ultimamente sono molto concentrato su quello che mi viene chiesto di fare e su cosa provo durante questo, perché è uno dei modi in cui riesco a capire meglio se sta cambiando qualcosa in me. Allora, in mattinata mi trovo a smantellare l’orto, un lavoro che non mi piace, per di più sotto la pioggia… oltretutto manca anche Francesco che di solito mi fa trovare un sorriso anche nelle situazioni peggiori. In un altro momento tutto questo mi avrebbe rovinato l’intera giornata, mentre oggi no: alla fine della mattina mi posso dire soddisfatto di quello che ho fatto perché, nonostante sia stato un lavoraccio, so che più di così non avrei potuto fare. Ovviamente sarebbe bello che ogni giorno fosse così… il passo successivo deve essere quindi fare tesoro di queste esperienze e ricordarle nei momenti peggiori, anche se sapere questo razionalmente è un conto, metterlo in pratica è invece tutt’altra cosa» (Fabrizio)

24 febbraio 2011

«Nel pomeriggio dopo la pausa del the Walter detta le nuove responsabilità […]. Come sempre quando ci sono i nuovi cambi di responsabilità nel gruppo c’è molta attesa e agitazione, ma tutto questo per me è positivo perché comunque tutti ci tengono a fare bene» (Claudio)

11 luglio 2013

«Insomma, una giornata piena come molte altre ma vissuta con uno spirito diverso, dove tutte le cose che facevo o cui partecipavo mi facevano sentire bene e le facevo con soddisfazione. Con questo non dico di aver capito il senso della mia vita, ma sicuramente quello di questa giornata sì» (Vincenzo)

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